Wanderlust

wanderlustDa quando è arrivata Viola, non ci siamo più mossi molto. Diciamo che il massimo dello spostamento nel 2016 è stata l’esotica Liguria. La piccina aveva 40 giorni e io vivevo in un perenne stato di alternanza tra stupor e nevrastenia neomaterna. Poi per i suoi tre mesi abbiamo osato le Alpi a 1700 metri. Poi è arrivato l’autunno, l’inverno, il culo di piombo. Gite in Piemonte a sfondare la bilancia, perché c’è tnto mondo dietro casa che non conosco. Ma riprenderemo a muoverci quest’anno, perché credo fortemente nell’abituare i bambini a viaggiare, nel vendicarmi di tutti i voli aerei con pargoli urlanti subiti negli anni, e nel culto della scomodità fuori casa.

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Intervallo

intervallo-rai-pecore“Scrivere è come andare in bicicletta” dice e.l.e.n.a., e ha anche ragione. La difficoltà non è tornare a scrivere, ma il fatto che durante il giorno mi si affastellano in testa le cose da dire, poi a mezzanotte mi trovo davanti al blog e quel monte di parole si sbriciola.

Ci sono due anime che cozzano, in me. La vecchia blogger, che buttava fuori pensieri e parole quasi senza omissioni, e la giornalista, che negli ultimi anni ha scritto con  attenzione di tutto tranne quel che sentiva. Sto cercando di capire come far convivere le due cose. Un po’ come un piatto a base di patatine fritte e nutella (a proposito, hanno poi ritirato dal mercato quegli obbrobri dei Fonzies al cioccolato, vero? Ma cosa gli era venuto in mente?).
(Sì, li avevo assaggiati quegli obbrobri. Bisogna sapere cosa si critica.)

Insomma, intanto qui cerco di arredare casa. Magari prima decidendo dove mettere le tubature e i cavi elettrici. E il tetto. E le porte. E soprattutto quante stanze. Visto che wordpress non è la poverata del defunto Splinder che fu e potenzialmente mi concede di espandermi in ogni direzione come l’ego di Trump. Pure indietro (credo che aggiungerò cose scritte negli ultimi tempi retrodatandole. Magari poi li linko quando lo faccio, via).

Poi la pianto eh, con meta post d’intervallo.
Ma intanto, visto che ve l’ho messo in testa, faccio servizio pubblico.
Per la cronaca, Wikipedia informa che le tre musiche erano

  1. l’Allegro dalla Sonata VI in la maggiore di Pietro Domenico Paradisi (noto anche con il titolo di Toccata per arpa);
  2. la Sarabanda dal IV concerto dei Concerts royaux di François Couperin;
  3. la Passacaglia dalla suite per clavicembalo n.7 HWV 432 di Georg Friedrich Händel.

Non vi sentite meglio ora? Io sì. Finalmente lo so. Plin plin.

Facendo le pulizie

pulizieE’ quasi l’una e una neomadre con un arretrato di sonno che, se fosse monetizzabile, equivarrebbe al debito della Grecia dovrebbe già essere a letto. Invece sono qui che cerco di dare un aspetto dignitoso a questo theme preso in prestito cinque anni fa da WordPress e rimasto ad ammuffire in attesa che decidessi di avere di nuovo voglia di buttare lettere a caso in rete.
Così ho iniziato mettere a posto le cosine visive, ho fatto il blogroll cercando i vecchi amici che ancora scrivono e vivono il web fuori da Facebook (che bello ritrovarli, ho quintali di archivi da spulciare), ho capito quanto mi mancasse rubare tempo alla mia fase rem per riflettere su me stessa e il mondo.
Ok, è un post intelocutorio, e quindi? Dovrò pur allenarmi per ricominciare. E come una volta, sentirmi libera anche di scrivere a vuoto. Mi sento già più libera e intelligente. Sarà effetto della deprivazione di sonno.

Il momento delle intenzioni

notesHo tante belle (si spera) idee in testa. E tanti propositi sparsi per l’anno ormai in corso. Scartando i grandi classici, scontati come la trama di una soap opera (chili di troppo da sciogliere, alimentazione sana e cucina che Marco Bianchi scansate, attività fisica costante che non sia sollevare una bambina in braccio eccetera), intendo:
¤ finire tutti i campioncini beauty accumulati negli anni (un’impresa superiore a quello che ci si può immaginare)
¤ leggere almeno 30 dei cenmila libri comprati in passato e intonsi che mi aspettano in libreria
¤ chiedere scusa ad un paio di persone a cui ho fatto torto in passato
¤ smettere di dire “Vediamoci” e organizzare davvero per vedere amici
¤ imparare a gestire quel pochissimo tempo libero che mi lascia Viola, invece di restare in catalessi a ripetermi “Ok adesso cos’è che dovevo fare?” finché si sveglia
¤ circondarmi di ispirazione e ispiratori (e farci qualcosa con quel che imparo)
¤ (questo lo scrivo in piccolo, non lo state davvero leggendo) ricominciare a scrivere qualcosa per me che non sia la lista della spesa o una chattata su whatsapp. Forse è la volta buona per il blog.